un progetto al millimetro
Ci sono bagni
che mettono alla prova qualsiasi progetto, non per quello che chiedono di fare, ma per lo spazio in cui chiedono di farlo. Nella Riviera dei Fiori, per esempio, trovi spessissimo bagni stretti, corti, con muri portanti nei punti sbagliati e impianti che non si possono toccare. Bagni dove ogni centimetro deve essere pensato, perché non ce ne sono di avanzo.
È quello che ci siamo trovati davanti in un recente progetto, in un appartamento di vacanza proprio dietro al nostro showroom. Centoquattro centimetri di larghezza, duecentoventi di lunghezza. Quando il nostro collaboratore Massimo è entrato per il primo sopralluogo, ha commentato che il nostro furgone era più grosso di quel bagno. Una battuta che però racconta bene il punto di partenza reale del progetto.
In situazioni come queste, noi di Moro sappiamo che la domanda giusta non è mai "cosa ci sta dentro?", piuttosto "come facciamo a far funzionare davvero questo spazio, senza rinunciare a quello che il cliente desidera?"
E a proposito di bagni piccoli, hai letto il nostro articolo L'arredo bagno in piccoli spazi?
Una cliente arrivata preparata
Il progetto è nato alla fine della scorsa estate, quando la cliente è venuta in showroom con foto, misure e le idee già abbastanza chiare. Voleva rinnovare bagno e cucina dell'appartamento di vacanza, senza affrontare altri lavori se non le pitture.
L'obiettivo era preciso, sfruttare lo spazio e creare un ambiente fresco, rilassante, che ricordasse il mare. Con l'azzurro come colore dominante.
Quando un cliente arriva così, con un'idea costruita, il nostro lavoro cambia natura. Non è più tradurre una richiesta vaga in un progetto, è capire come quella richiesta possa diventare reale dentro a vincoli molto stretti, senza perdere per strada l'idea iniziale.
Ma andiamo con ordine…
Come si organizza un bagno di poco più di due metri quadri?
Dopo una breve intervista e dopo esserci confrontati con la committente, abbiamo sviluppato insieme la disposizione dei sanitari, sebbene come anticipato in un bagno così piccolo i margini di manovra sono pochi, e questo è già un dato di progetto, non un limite da superare.
La vasca corta è stata sostituita da un piatto doccia, scelta quasi obbligata in spazi simili, perché libera la percezione visiva e rende l'ambiente più pratico nell'uso quotidiano. I sanitari sono rimasti dov'erano, ma sono stati scelti nella versione sospesa, che alleggerisce e semplifica anche la pulizia. Il vecchio lavabo con colonna, invece, è stato sostituito da un mobile capace di tenere insieme due esigenze opposte: una vasca capiente e tanto, tantissimo contenimento.
E a questo proposito, leggi anche il nostro articolo Bagno piccolissimo in mosaico.
Il contenimento è la prima cosa da progettare
In un bagno piccolo, il contenimento non è un accessorio, è la struttura portante del progetto. Se sbagli quello, sbagli tutto, perché il cliente si ritroverà subito con oggetti fuori posto, mensole improvvisate e quel disordine visivo che nessuna piastrella bella riesce a compensare.
Per questo, oltre allo spazio sotto al lavabo, abbiamo previsto un grande specchio contenitore e una serie di pensili sopra ai sanitari. Tre livelli di contenimento, distribuiti in modo che ogni parete lavorasse davvero, senza appesantire l'insieme.
Lo scaldabagno elettrico, di grandi dimensioni e sostituito da poco, non poteva essere eliminato. Lo abbiamo spostato e installato in orizzontale, sopra alla porta, recuperando in questo modo una porzione di parete preziosa per il resto della composizione.
Il colore come strumento di progetto
In un ambiente di poco più di due metri quadri, il colore non è una scelta estetica, è uno strumento tecnico, può dilatare lo spazio o farlo collassare, può dare ritmo o appiattire tutto.
Dopo aver valutato diversi pannelli con piastrelle che ricordassero i colori del mare, abbiamo individuato la serie PASTELLI di Alfalux: un gres porcellanato di basso spessore, tinta unita, con tante tonalità di petrolio, azzurro e verde, oltre a un avorio caldo. Il formato scelto è il 30x90.
A quel punto abbiamo giocato consapevolmente pavimento blu, parete frontale a righe nelle tonalità del mare, e tutto il resto bianco, per non appesantire l'insieme. Una composizione costruita su tre piani di lettura, dove il colore guida lo sguardo invece di saturarlo.
Anche l'arredamento è entrato in questa logica: laccato azzurro nelle stesse tonalità della piastrella, per creare continuità tra rivestimento e mobile, invece di un contrasto che avrebbe spezzato l'armonia.
In cucina, infine, abbiamo mantenuto l'idea della riga ma abbiamo usato la serie VIBES di Alfalux, sempre nelle stesse tonalità ma in un formato più piccolo, rettangolare 8.2x25. Stesso linguaggio, scala diversa, così i due ambienti dialogano senza ripetersi.
I brand scelti, e perché
In un bagno così, ogni prodotto deve fare il suo mestiere senza sbavature. Ecco cosa abbiamo selezionato e perché.
I sanitari Catalano Sfera 50 sospesi, per il disegno pulito e la misura compatta, perfetta in spazi ridotti. I rubinetti Zucchetti serie Rivo, per un'estetica essenziale e una resa coerente con il resto. L'asta saliscendi Grohe Tempesta, una scelta affidabile, pensata per durare nel tempo anche in una casa di vacanza, dove l'uso è discontinuo.
I mobili Puntotre in laccato bruma opaco, per ottenere il colore richiesto con una finitura di qualità. Il piatto doccia TDA Arturo 120, tagliato a misura, perché in un bagno largo 104 centimetri non si lavora mai con misure standard.
E infine la porta doccia CSA Amelia scorrevole, scelta obbligata e intelligente quando l'apertura a battente ruberebbe spazio prezioso al passaggio.
Quando il piccolo diventa una cosa ben fatta
I tempi sono stati un po' più lunghi del previsto, per le vicissitudini di cantiere che spesso accompagnano gli interventi in ambienti datati. Ma il lavoro è rimasto bene, e la cliente è contenta. Che è poi quello che conta davvero.
Un bagno piccolissimo non è un bagno di serie B, è un bagno che richiede più progetto, non meno. Più attenzione alla disposizione, più studio del contenimento, più cura nella scelta dei colori e dei formati, più precisione nel montaggio. Ogni centimetro deve avere una funzione, ogni superficie deve raccontare qualcosa, ogni prodotto deve stare al suo posto senza forzature.
Per questo, quando un cliente arriva da noi con uno spazio di due metri quadri e un'idea precisa in testa, non gli diciamo "vediamo cosa riusciamo a farci stare", ma partiamo dall’idea e la rendiamo un capolavoro.
FAQ
Quanto deve essere grande un bagno per poterlo arredare bene?
Non esiste una misura minima. Abbiamo realizzato bagni sotto i tre metri quadri con risultati eccellenti. Conta più la qualità del progetto delle dimensioni dello spazio.
In un bagno piccolo è meglio la doccia o la vasca?
Nella maggior parte dei casi la doccia, perché libera la percezione dello spazio e risulta più pratica nell'uso quotidiano. La vasca ha senso quando c'è la metratura e l'esigenza reale di averla.
I sanitari sospesi sono adatti a tutti i bagni?
Sì, e in quelli piccoli funzionano particolarmente bene perché alleggeriscono visivamente l'ambiente e semplificano la pulizia del pavimento.
Che formato di piastrella scegliere in un bagno piccolo?
Non esiste una regola fissa. Formati medio-grandi come il 30x90 funzionano bene perché riducono le fughe e danno ordine visivo, ma anche formati più piccoli possono valorizzare lo spazio se usati con criterio.
È possibile usare colori forti in un bagno piccolo?
Sì, purché si distribuiscano con equilibrio. Un colore deciso su una parete o sul pavimento, con il resto in tonalità neutre, dilata lo spazio invece di chiuderlo.
Quanto incide il contenimento sul risultato finale?
Moltissimo. In un bagno piccolo è la voce di progetto più importante, perché senza un contenimento ben pensato l'ordine non si mantiene e tutto il resto perde valore.
Se il tuo bagno è piccolo, ci pensiamo noi,
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